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SANTA ROSALIA A PALERMO - EDIZIONE 2008 - DAL 10 AL 15 LUGLIO

Sono cominciati già i primi di luglio ma vedranno il loro culmine dal 10 al 15 Luglio i festeggiamenti di Santa Rosalia a Palermo.

Rosalia che, assieme ad Agata e Lucia, costituisce uno dei nodi fondamentali della triade delle Sante Siciliane il cui culto è molto sentito, si pone ad emblema della diffusissima devozione verso esempi di santità femminile in tutta l’isola (a Palermo possiamo ricordare anche Santa Cristina, Santa Ninfa e Santa Oliva).

Il suo nome era Rosalia Sinibaldi appartenenete, socndo la tradizione, alla nobile famiglia dei Sinibaldi. Visse nel XII secolo alla corte di Ruggero, figlia di Sinibaldo, Signore di Quisquina e di Rose in provincia di Agrigento.Conduceva dunque una vita privilegiata prima della scelta di ritirarsi a fare eremitaggio sul Monte Pellegrino dove morì (1156).

Anno 1624. La città di Palermo, martoriata dalla peste, si affidava invano alle sante protettrici: Sant’Agata, Santa Cristina, Santa Ninfa e Santa Oliva.

Secondo la leggenda, durante questa epidemia, l’allora poco nota o dimenticata Santa Rosalia, apparve ad un saponaio di nome Vincenzo Bonello indicando l’ubicazione delle sue spoglie e ingiungendo che solo se i resti fossero stati portati in processione la peste sarebbe terminata. Nella grotta indicata nella visione vennero trovate 27 reliquie e il giorno 15 luglio l’arcivescovo seguito da tutto il clero, dal Senato palermitano e da alcuni cittadini eminenti fece una processione attraverso le strade della città con le reliquie della Santa. In pochi giorni la città venne liberata dalla peste.

A partire dall’anno 1625 la Chiesa autorizzò il culto anche se Rosalia venne dichiarata Santa soltanto il 26 gennaio 1630.

Nel 1624 le reliquie vennero riposte all’interno di uno scrigno in argento custodito all’interno del Palazzo Arcivescovile e da tre secoli, eccezion fatta per poche occasioni, si ripete la tradizionale processione a ricordo del miracolo.

Con il passare degli anni la processione è diventata sempre più lunga e complessa fino a coinvolgere buona parte della città e numerose confraternite costituitesi nel corso dei secoli la più antica delle quali è la Confraternita di Santa Rosalia dei Sacchi formata da barbieri e calzolai e costituita nel 1635.

Quest’ultima prende il nome dall’abbigliamento utilizzato durante la processione e ha il compito di trasportare l’effige della Santa che viene custodita all’interno della Casa Professa. Anni fa si portavano in processione quattro piccoli carri che, nel 1974 vennero sostituiti da un carro di ispirazione settecentesca a forma di vascello di dieci metri di altezza e nove di lunghezza trainato da buoi. Nel 2006 venne costruito un nuovo carro nel quale si abbandonarono le forme barocche a favore di una più semplice forma di imbarcazione con una vela interamente in cristallo Svarowskj.

Il festino di Santa Rosalia è una grande festa popolare che richiama a Palermo centinaia di migliaia di fedeli e di turisti che assistono, oltre che alla processione, ai numerosi spettacoli e concerti previsti per i giorni di festa (teatro di strada, giocolieri, mangiafuoco, luci e suoni e gli immancabili stand gastronomici).

La festa giunge all’apice la notte del 14 luglio con una solenne processione che parte dal Palazzo dei Normanni e, lungo l’antico asse viario del Cassaro, e giunge fino al Mare secondo un itinerario ideale che dalla morte (la peste) conduce alla vita (simboleggiata dai fuochi d’artificio in riva al mare) accompagnati da musica eseguita dal vivo. Le bambine, tante piccole Rosalie con i capelli scuri e gli occhi grandi, seguono la processione vestite con il tipico abito devozionale e ghirlande di rose tra i capelli

Ma il vero spettacolo è costituito dalla città di Palermo. Nei giorni che precedono la festa i vicoli e le strade brulicano di vita e di una strana allegria. La città intera pare essersi dimenticata delle ferite quotidiane, ogni negozio, dal venditore di noccioline a quello di gioielli, prepara vistosi addobbi, inequivocabili segni di festa.

Durante le celebrazioni è abitudine consumare cibi che fanno parte della tradizione palermitana: la pasta con le sarde, i Babbaluci (lumache bollite con aglio e prezzemolo), lo Sfincione ( U sfinciuna), il polpo bollito, calia e semenza ( ceci essiccati e sementi di vario tipo), l’anguria adatta al caldo torrido dei giorni di luglio.

Quando: dal 10 al 15 luglio 2008

Informazioni Utili:
Ufficio Informazioni Palermo Via Dante, 53
Telefono: + 39 091 7407793 / + 39 091 7407788 / + 39 091 7407789
E - mail: info@palermotourism.com

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